Ulcere e gastriti no grazie..

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Mangime complementare in fase gel per cavalli sportivi Componenti : Carbone vegetale attivato , Destrosio. Componenti analitici ( espressi sul tal quale in % ) : Umidità 18, Proteina g.3, Ceneri g. 5,2, Cellulosa g 4 . Additivi ( tutti espressi in milligrammi per kilo di prodotto tal quale ) : Prodotti nutrizionali botanicamente ben definiti : Glycyrrhiza glabra ( estratto secco ) CoE 218 CAS 68916-91-6 FEMA 2629 EINECS 272-837-1 pari a 100.000 mg -Emulsionanti , stabilizzanti : E420 Sciroppo di sorbitolo Additivi organolettici : Aroma liquirizia 1.500


INFORMAZIONI

HAPPY GASTRO desidera essere una risposta alimentare , non farmacologica , ai problemi cui la mucosa gastrica del cavallo sportivo è sottoposta.
Le osservazioni circa l'esistenza di una " sindrome ulcerotica " nel cavallo sportivo sono ormai diffusissime. Negli ultimi anni l'incrementata possibilità di effettuare indagini endoscopiche ha dato un grosso contributo alle prime osservazioni di campo , confermando i sospetti.
Le concause conosciute del problema sono diverse e con varie incidenze percentuali , possiamo citare senza dubbio :
- lunghi viaggi e trasporti cui sono sottoposti i cavalli atleti
- alimentazione con elevate quote di amidi ( in particolare da mais )
- assenza totale e/o carenza di idoneo pascolo
- numero di pasti troppo ridotto ( due ad esempio ) per le peculiarità dello stomaco del cavallo
- somministrazione di scarse quantità di fieno
- noia e/o frustrazione di una vita in box troppo diversa da quella " anticamente " conosciuta
- grande differenza tra alimentazione " naturale " costituita da erba fresca ed alimentazione attualmente praticata in scuderia
Ognuno di questi argomenti meriterebbe una discussione più ampia , per brevità citiamo solo alcune delle differenze alimentari più evidenti che il cavallo oggi deve " gestire ".
Lo stomaco del cavallo è di dimensioni particolarmente ridotte , in rapporto alla mole dell'animale , ha una capienza totale di circa 16 litri.Ciò impone al soggetto pasti frequenti e continui. Il tempo che il cavallo passerebbe nell'atto di alimentarsi , se lasciato libero di pascolare , è stato misurato in
16-20 ore al giorno. L' animale recupera lo scarso volume gastrico applicando una pratica di alimentazione quasi continua.Se analizziamo in laboratorio il pabulum osserviamo che l'erba che ingerisce ha delle caratteristiche opposte rispetto a quelle con cui l'uomo lo alimenta con abitudine.
L'erba fresca ha un tenore di acqua molto elevato , vicino al 90% , con un tenore di proteine molto alto ( superiore al 18% sulla sostanza secca ) e con un tenore di cellulosa molto basso ( inferiore al 15-18% sulla sostanza secca ). Se analizziamo un fieno standard troveremo mediamente valori di
acqua molto bassi ( inferiori di solito al 15% per problemi legati alla conservabilità ) , tenori di proteine molto bassi ( inferiori al 12% , con punte fino al 6%) , tenori di cellulosa molto elevati ( dal 30 al 45 % di cellulosa sulla sostanza secca ).
Queste enormi differenze spiegano come lo stomaco , l'organo deputato al primo trattamento chimico di queste sostanze , debba mettere in campo una serie di modifiche molto ampie per digerire prodotti così fisiologicamente lontani dalle sue preferenze.
A queste considerazioni bisogna poi aggiungere che l'uomo per fornire quote importanti di energia al cavallo sportivo , inserisce nella dieta i cereali. Il cavallo non possiede una flora batterica amilolitica importante e deve quindi " adattarsi " a questa condizione.
Siamo ben consci che il sistema " alimentare " così come oggi concepito , sia il frutto di esigenze di carattere sportivo , di carattere organizzativo e del soddisfacimento degli incrementati fabbisogni alimentari.
La gestione agonistica del cavallo ha comportato così l'insorgenza di problematiche a cui il cavallo non sempre riesce dare delle risposte in termini fisiologici.
La comparsa della " sindrome ulcerotica " , l'elevata insorgenza in soggetti sportivi , il suo monitoraggio in campo , ha richiesto la necessità da parte dei Veterinari di creare una scala di valutazione che potesse dare dei punti comuni di discussione e valutazione.
Sono state così ipotizzati diversi livelli di gravità con una scala di valutazione a punteggio che parte da 0 con ritrovamento della mucosa normale a 6 con ritrovamento di gravi ulcerazioni estese.
Il grado n. 1 , detto subclinico , rappresenta la fase " quiescente " dove nulla è apparente dai sintomi esterni. Al grado 2 appaiono i primi segnali di scarso rendimento fisico e di nervosismoagitazione.
Anche questo livello è comunque di difficile valutazione poichè i sintomi citati sono rintracciabili in cavalli sportivi anche in occasione di altri eventi ( quali ad esempio vaccinazioni , lunghi trasporti , cambi stagionali ecc.. ).
Dal terzo grado appaiono scadimento fisico con dimagramento , perdita di peso , peggioramento del BCS , scarso appetito che si manifesta nei confronti di diversi tipi di alimenti concentrati , così da escludere la eventuale ipotizzata scarsa appetibilità di un determinato mangime complementare.
Quando cioè il cavallo tende a rifiutare il mangime A , ed anche il mangime B che lo ha sostituito , deve subito scattare il pensiero di un problema di gastrite.
Si può salire ancora di grado con fenomeni di anemia ( grado n.4 ) , che di solito evolvono , se non trattati, alla cronicizzazione.
Fisiologicamente occorre ricordare che lo stomaco del cavallo , così come quello dell'uomo si compone di diverse " regioni " . Queste hanno dei valori di acidità molto diverse tra loro , poichè hnno dei ruoli fisiologici ben diversi , pur facendo parte dell'insieme dello stesso organo.
La zona denominata squamosa è molto più vulnerabile agli sbalzi di acidità rispetto a quella ghiandolare e le misurazioni del pH lo indicano chiaramente.
La parte squamosa ha un pH di circa 5 ( su una scala che varia da 0 a 14 ) , contro la parte ghiandolare che si attesta a circa 3 , con valori intermedi del margo plicatus ( che segna una sorte di confine tra le due zone citate ) che segna valori di circa 4. Questi valori sono riferimenti di una scala logaritmica , quindi pur essendo tutti valori acidi , distano molto tra loro , molto di più di quanto i singoli numeri non rendano idea. Cioè per passare da un valore di pH 5 al valore 3 sono necessari elevatissimi apporti di ioni H+ , grazie all'apporto di succo gastrico , composto per lo più da acido cloridrico ( HCl). Il succo gastrico , responsabile del processo digestivo , possiede una
azione molto forte nei confronti del bolo alimentare , è costituito da acido cloridrico e da pepsina , un enzima molto aggressivo che si attiva grazie alla acidità dell'ambiente stesso.Lo stomaco è naturalmente protetto dall'azione dei succhi gastrici e della pepsina , grazie al muco prodotto dalle cellule della parete . Lo sviluppo di ulcerazioni avviene allorchè si crea un disequilibrio tra la forza aggressiva dei suchi gastrici ed i meccanismi di autodifesa predisposti dallo stomaco.L'incrementata secrezione gastrica di acido cloridrico e pepsina , e nel contempo la ridotta produzione di muco ,
svolge un ruolo di primaria importanza nella genesi del problema.E' confermato scientificamente che non si osserva mai l'insorgenza di problemi ulcerotici in casi di acloridria ( mancanza di secrezione acida ).
La eziopatogenesi si svolge quindi in un gioco di valori di pH , che diventano improvvisamente troppo bassi ( e quindi troppo acidi ) per poter essere gestiti dai preposti sistemi di " sicurezza " dell'organismo. Per semplificare al massimo , la genesi delle problematiche prende avvio nel rapporto tra aggressori stressanti e difensori della incolumità della parete.
Tra gli agenti stressanti citiamo gli ioni H+ ( conosciuti come idrogeno ioni ) , la pepsina , mentre quelli protettivi abbiamo il muco prodotto dalla parete , la ricostruzione cellulare via l'apporto sanguigno , l'apporto di saliva con i suoi sistemi tampone bicarbonato ed altri fattori ormonali non
ancora del tutto chiariti.
Alimentazione con cereali e quindi alte quote di amido e scarsi apporti di materiali fibrosi completano un quadro aggravante , legato più ad aspetti di mala gestione e di management.
Gli aspetti salutistici del trattamento con HAPPY GASTRO , intendono esaltare i fenomeni di difesa della parete e di riduzione dei fenomeni aggressivi sulla stessa. I risultati , apprezzabili già dopo pochi giorni , sono legati all'incremento della produzione di muco protettivo della mucosa ed alla
rimarginazione e cicatrizzazione delle lesioni già esistenti.
 HAPPY GASTROracchiude nella sua formulazione una enorme quantità di informazioni relative al mondo della fitoterapia ad uso umano , portata al servizio della alimentazione del cavallo sportivo.
HAPPY GASTRO si presenta in fase gel per facilitare la somministrazione , ed è costituito da una miscela di prodotti vegetali con una azione protettrice sulla mucosa gastrica. Il principale componente della formulazione è l'estratto secco di liquirizia, nota con il nome scientifico di Glycyrrhiza glabra.
La pianta della G.Glabra è una leguminosa , la cui droga è costituita dagli organi sotterranei ( radici ). Originaria dell'area mediterranea, oggi i maggiori produttori sono i Paesi dell'area asiatica come Turchia , Iran e Russia.Contiene dal 10 al 15% di saponine triterpeniche , tra cui la
glicirrizina ed una sostanza che ha un potere dolcificante circa 100 volte superiore allo zucchero grezzo.Sono stati identificati inoltre oltre 30 diversi flavonoidi tra cui liquiritigenina.
Fin dall' antichità i principali utilizzi di questa pianta furono :
- l'effetto espettorante con azione secretolitica e secretomotoria in casi di tosse e catarro bronchiale comprese forme con infiammazioni delle vie aeree superiori
- l'effetto antiflogistico e spasmolitico nelle gastriti e forme di ulcera gastrica.
L'efficacia degli estratti di liquirizia è dimostrata clinicamente e sperimentalmente con assoluta certezza , restano tuttora da chiarire alcuni aspetti legati alla cinetica chimica dei tanti componenti che si ritrovano nel fitocomplesso.
Uno dei principi attivi più studiato è senza dubbio l'acido glicirrizico ( glicirrizina ) assieme all'acido glicirretinico. Questi principi non inibiscono la sintesi delle prostaglandine e la migrazione dei leucociti verso i siti infiammatori. Dopo assunzione orale la glicirrizina viene parzialmente
trasformata dalla flora intestinale nel suo aglicone , queste due sostanze sono dei veri e propri " pulitori " dell'organismo. Ad esempio in cellule di fegato di ratto , la glicirrizina ed il suo aglicone sono stati capaci di ridurre gli effetti tossici del tetracloruro di carbonio , una sostanza normalmente usata in laboratorio per indurre tossicità.
Inoltre le due sostanze agiscono come antiossidanti , con un meccanismo che si differenzia da quello della vitamina E. La loro azione antitossica è così nota nella letteratura scientifica che in Russia i prodotti a base di corteccia di liquirizia sono utilizzati come coadiuvanti dei trattamenti cortisonici di lungo periodo , al fine di mitigare gli effetti collaterali del trattamento.
Gli Estratti di liquirizia hanno dimostrato un'azione protettiva sulla mucosa e sono efficaci nel trattamento delle ulcere gastriche, riducendo la secrezione dei succhi gastrici per inibizione diretta.
E' dimostrato che sono capaci di ridurre anche le infiammazioni della mucosa in seguito a trattamenti con salicilici ( Aspirina ) . Da molte ricerche scientifiche è inoltre emerso che le proprietà antiulcera ed antigastritiche dei componenti della corteccia di liquirizia si potenziano tra loro con un effetto sinergico. Infatti nel fitocomplesso di G.glabra oltre ad essere presente la preziosa glicirrizina , che ricordiamo è il principale responsabile dell'effetto mucoprotettivo e cicatrizzante , si ritrovano anche diversi tipi di flavonoidi che sono dotati di una attività antispastica sulla muscolatura liscia. Queste sostanze permettono di migliorare ancora la resa del trattamento
antiulcera , sono infatti responsabili della riduzione del dolore legato alle lesioni della mucosa .
Su ratti e cavie , in prove scientifiche di laboratorio , il fitocomplesso di G.glabra è stato capace di guarire le ulcerazioni indotte volontariamente con farmaci come la indometacina.Sui ratti in particolare ( sperimentazione del 2005 , quindi molto recente ) gli effetti della guarigione sono del tutti simili a quelli ottenuti con sostanze farmacologiche della famiglia degli antiacidi ( anti H+)o inibitori della pompa protonica.
Gli effetti sono stati talmente positivi e validati su molti Pazienti , che oggi , in Riviste specializzate viene chiaramente riportato come sia possibile ( come lo era in passato fin dai tempi dei Greci) curare l'ulcera peptica con prodotti di origine naturale. Resta sempre disponibile l'affiancamento con
terapie farmacologiche in caso di assoluto bisogno.
Si è sentito molto parlare degli effetti collaterali negativi di lunghe somministrazioni di liquirizia , senza ben conoscere il dosaggio della stessa e calcolarne il periodo di durata.
In casi di sovradosaggio o di uso prolungato , possono manifestarsi effetti di tipo mineralcorticoide , con ritenzione di acqua e di sodio , perdita di potassio ( fino alla ipokaliemia ) , ipertensione ipernatriemia ed edemi.La somministrazione può ritenersi lunga una volta oltrepassate le sei settimane , a dosaggi che vanno dai 5 ai 15 grammi di droga , equivalenti a 200-800 milligrammi di glicirrizina.Sospendendo l'assunzione I disturbi regrediscono entro pochi giorni , senza alcun effetto collaterale permanente.


La liquirizia è una droga molto presente nel mercato italiano , sotto forma di svariate specialità anti gastrite , antitosse ed anche lassative.
E' utile informare I Lettori che le terapie con sostanze farmaceutiche antiacide ( cosidetti inibitori della pompa protonica ) come omeoprazolo , pantoprazolo ecc.. necessitano di terapie molto lunghe per poter essere efficaci ( da uno a tre anni nell'uomo ) e che presentano degli effetti collaterali da non sottovalutare. Ad esempio nei fogli illustrativi di pantoprazolo ed omeoprazolo sono riportate riduzioni dell'assorbimento della Vitamina B12 , con conseguente anemie indotte post trattamento.
Sono riportate anche dolori addominali , in particolare della zona superiore , diarrea , costipazione e flatulenza.Questi effetti collaterali negativi non sono in alcun modo presenti nei trattamenti con prodotti a base di liquirizia.
Nella formulazione di HAPPY GASTRO entreranno presto anche altri estratti di piante ad effetto protettivo della mucosa e che permettono di intervenire sui diversi aspetti dell'ulcera , esistono infatti piante con sostanze a più spiccata azione citoprotettiva , oppure dotate di azione antiinfiammatoria , cicatrizzante , antimicrobica e persino procinetica.
Ci rivolgiamo in particolare anche alle piante con un effetto ansiolitico-sedativo , che dovremmo chiamare nel nostro caso adattogeno. Infatti risulta evidente che nei trasporti , nelle gare svolte a lunghe distanze dalle scuderie di casa , i cavalli devono sopportare lunghi viaggi ed adattamenti delle razioni alimentari , della qualità dell'acqua , del tipo di fieno ecc....
Questi cambiamenti da sempre generano dei mutamenti di umore nel cavallo , animale peraltro molto abitudianrio nel proprio comportamento.
Le piante in questione sono il Luppolo , la Passiflora , a Lavanda , la Melissa e non la Valeriana ( poichè riconosciuta doping nella lista positiva pubblicata sul sito della FEI , aggiornato di recente con l'edizione del 4 aprile 2011 ).
La liquirizia è una droga molto presente nel mercato italiano, sotto forma di svariate specialità anti gastrite , antitosse ed anche lassative. Questo fatto fa chiaramente capire che si tratta di una droga assolutamente super sicura e dagli effetti molto più salutistici che pericolosi.
Il carbone vegetale svolge nell'organismo una valida azione degassificante , ma nel caso del HAPPY GASTRO è stato utilizzato per la sua enorme relazione tra peso e volume.Il prodotto è infatti leggerissimo e molto molto fine , permette così di disperdersi su una superficie enorme e di " invadere " ogni piccola piegatura e /o concavità che trovi sul suo cammino.In questo modo permette una omogenea dispersione su una superficie da trattare. Il carbone non viene assorbito dall'intestino e quindi una volta lasciato l'ambiente gastrico , scorre intaccato dai vari succhi intestinali.In questo ambiente riesce ad assorbire una enorme quantità di sostanze tra cui tossine , colesterolo ecc..
grazie alla sua struttura definita " spugna rigida ". L'azione richiesta al carbone vegetale è quella di formare sulla parete gastrica una sorte di " tinteggiatura " , che permetta agli altri principi attivi di aderire alla parete e di esplicare meglio il proprio funzionamento. Diciamo per chiarezza che nella formulazione di HAPPY GASTRO il carbone è utilizzato più da veicolo che come un vero e proprio principio attivo.